Cosa cambia per i minori con il “decreto sicurezza”?

Il Decreto Legge 113/2018 (il cosiddetto “decreto sicurezza”), convertito definitivamente in Legge dal Parlamento, modifica profondamente il sistema di protezione internazionale, sia sul piano del riconoscimento delle domande che dell’accoglienza. Non contiene norme restrittive esplicitamente rivolte ai minori non accompagnati, ma può comunque avere un impatto negativo sul loro percorso di integrazione e su quello dei neomaggiorenni.

Abbiamo seguito con attenzione l’iter parlamentare, chiedendo al Senato e alla Camera di modificare il decreto. In particolare, abbiamo chiesto di garantire l’accesso all’accoglienza gestita dai Comuni nell’ambito del sistema ex-SPRAR non soltanto, come già previsto (scelta da noi apprezzata) ai minori non accompagnati, ma anche alle famiglie di richiedenti asilo con minori e ai neomaggiorenni. 

Abbiamo anche chiesto di far rientrare nei casi di “protezione speciale” (che sostituisce la protezione umanitaria, abolita), i minori, i neomaggiorenni e i nuclei familiari con vulnerabilità, ad esempio perché vittime di traumi e violenze nei paesi di transito e bisognosi di un percorso psicoterapico per affrontarne gli effetti. 

Nonostante il dialogo continuo con il Parlamento, la quasi totalità delle nostre richieste non è stata accolta. 

Di conseguenza, i minori non accompagnati continueranno a essere ospitati nel sistema ex-SPRAR, ma non sarà così per le famiglie di richiedenti asilo con bambini, venendo questi ultimi a perdere la possibilità di una presa in carico attenta ai loro bisogni, che difficilmente può essere garantita nel sistema di accoglienza straordinaria, in cui i nuclei familiari dovranno restare fino a una risposta sulla loro domanda di protezione internazionale. 

I minori non accompagnati richiedenti asilo già accolti nello SPRAR potranno restarvi anche dopo il compimento della maggiore età, grazie a un emendamento approvato in Senato che abbiamo apprezzato, ma tale accesso al momento non sembra scontato per i neomaggiorenni richiedenti asilo che ne abbiano bisogno e lo richiedano dopo aver compiuto i 18 anni.  

Profondi cambiamenti nel percorso in Italia derivano inoltre dall’abolizione della protezione umanitaria, che veniva riconosciuta a molti minori e neomaggiorenni in considerazione della loro vulnerabilità. Con il sistema attuale, tutti coloro che non rientrano nella definizione di rifugiato, di protezione sussidiaria o nei limitati casi di protezione speciale, rischiano di ricevere un diniego alla propria domanda di protezione, anche se vulnerabili.

Inoltre, con rammarico dobbiamo segnalare che con un emendamento peggiorativo approvato in Senato è stata esclusa l’applicazione della regola del “silenzio-assenso”, che consentiva alle Questure di convertire il permesso di soggiorno “per minore età”, al compimento dei 18 anni, in permesso per studio, lavoro o attesa occupazione anche in caso di ritardo del previsto parere del Ministero del Lavoro, salvaguardando i ragazzi da lunghe attese in una condizione di limbo. Si trattava di una garanzia introdotta dalla L. 47/2017 sulla protezione dei minori non accompagnati, promossa da noi e dalle principali organizzazioni di tutela dei minori e dei migranti. La sua cancellazione purtroppo riporta questo aspetto della tutela dei ragazzi a prima della L. 47.
 
È ora importantissimo che i tutori volontari, gli operatori, gli enti locali e tutti coloro che sono impegnati nel supporto ai minori non accompagnati e ai neomaggiorenni si informino sulle nuove norme e chiedano l’aiuto di esperti legali.
 
È più che mai urgente, infatti, orientare adeguatamente i minori non accompagnati, affinché possano imboccare il percorso giuridico più idoneo appena arrivati in Italia. La stessa attenzione, a maggior ragione, va posta nel supportare i ragazzi il cui percorso è iniziato prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, inclusi quanti tra loro aspettano una risposta alla domanda di protezione internazionale: le scelte da compiere andranno valutate attentamente e caso per caso.

Anche alla luce dell’abolizione della protezione umanitaria è inoltre fondamentale l’impegno di tutti, inclusi i tutori e le altre figure adulte di riferimento, per garantire la piena applicazione del diritto di ogni minore non accompagnato al rilascio di un permesso di soggiorno “per minore età” anche a prescindere dal possesso di documenti di identità, diritto previsto dalla L. 47 e non ancora omogeneamente garantito in tutto il territorio nazionale. 

Per assicurare il massimo supporto ai tutori, agli operatori, ai minori e ai neomaggiorenni, mettiamo a disposizione la nostra Helpline Minori Migranti (800-141016), numero verde multilingue di consulenza operativo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17, in grado di fornire consulenza legale e supporto all’accesso ai servizi del territorio (maggiori informazioni qui). 

Siamo certi che, ancora una volta, chi è al fianco dei minori non accompagnati darà il massimo per aiutarli e siamo a disposizione per facilitare questo importante compito.  

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