Patto sui migranti, stop a politiche disumane

La Commissione europea ha presentato oggi un nuovo Patto per la migrazione e l'asilo. I minori migranti e rifugiati continuano a soffrire a causa delle dure politiche migratorie e della gestione delle frontiere in tutta l'Unione europea e pur apprezzando l'attenzione specifica riservata ai minori, temiamo che le nuove misure proposte rischino di riproporre lo stesso approccio che ha portato alla terribile situazione di Moria e alle tragedie nel Mediterraneo.

Il nuovo patto sui migranti dell’UE

 
Le nuove procedure da applicare in frontiera, inclusa una nuova struttura a Lesbo, sono destinate a creare ancora più colli di bottiglia, con migliaia di persone che finiscono in detenzione per lunghi periodi di tempo.

Deve essere trovata una soluzione per le persone che arrivano nell'Unione Europea che potrebbero non avere diritto alla protezione internazionale ma non possono rientrare nel proprio paese di origine. Queste persone rischiano di vivere a lungo in un limbo. 

È poi fondamentale che i sistemi di asilo nei diversi Stati membri soddisfino gli stessi elevati standard di protezione: questa deve essere una priorità assoluta. Poiché gli Stati membri dell'UE continuano ad abbassare i loro standard, riteniamo che la Commissione europea debba tenere alto il livello di protezione, in particolare per i minori.

Nel nostro recente rapporto “Protection Beyond Reach” abbiamo sottolineato come più di 200.000 minori non accompagnati hanno chiesto asilo in Europa negli ultimi cinque anni. Molti di loro provengono da Paesi che affrontano crisi prolungate come l'Afghanistan e la Siria. Spesso lottano per ottenere lo status di rifugiato, vivono nella paura costante di essere espulsi o detenuti e non sono in grado di ricongiungersi con i membri della propria famiglia.

Dall'inizio del 2019 più di 1700 persone sono morte o scomparse nel Mediterraneo. Solo la scorsa settimana due bambini piccoli sono morti in mare fuggendo dal Libano nel tentativo di raggiungere Cipro.

La situazione degli sbarchi a Lampedusa

In Italia il recente incremento di arrivi via mare a Lampedusa ha visto coinvolti anche molti minori non accompagnati, 2.801 dall’inizio dell’anno al 21 settembre, e di nuclei familiari con bambini. I nostri operatori presenti in frontiera raccolgono costantemente le testimonianze delle sofferenze, che molti di loro hanno vissuto durante il viaggio, come nei centri di detenzione in Libia. Purtroppo, in assenza di canali sicuri e rapidi di ricollocamento, per molti minori l’odissea continua anche in Europa, per l’impossibilità di raggiungere in modo protetto il paese di destinazione, con il rischio di cadere facilmente in nuove reti di sfruttamento per attraversare i confini. 
 
Il nuovo “Patto Europeo” deve essere l’occasione per modificare sostanzialmente il corso delle politiche migratorie dell’Unione e degli Stati Membri, in un quadro di comune responsabilità e di tutela dei diritti umani fondamentali. È necessario, in questo quadro, che si dedichi un'attenzione specifica ai bambini e agli adolescenti ispirandosi, per la protezione e accoglienza dei minori non accompagnati, al modello di legislazione adottato in Italia, fortemente voluta dalle organizzazioni di tutela dei diritti: la Legge 47/2017 (legge Zampa).

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

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