Tutelare i minori nelle crisi globali è una sfida IMPOSSIBILE?

Due anni di pandemia, le conseguenze sempre più evidenti della crisi climatica e il dilagare dei conflitti stanno rendendo la crescita delle nuove generazioni un vero percorso a ostacoli. Delle crisi globali spesso interconnesse tra loro, che provocano siccità e gravissime insicurezze alimentari, aumentando le disuguaglianze all'interno delle comunità, con un incremento del numero di persone in povertà e di coloro che hanno bisogno di assistenza umanitaria, forzando spesso i minori a lasciare i propri Paesi per trovare un futuro possibile e sicuro altrove. 

Gli scenari internazionali

Queste sono state le importanti tematiche discusse durante la seconda giornata di IMPOSSIBILE2022, durante la quale è stato sottolineato quanto sia fondamentale impegnarci e agire fin da subito per tutelare il futuro dei giovani. Non possiamo permettere che, in questo momento storico tanto difficile, i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza subiscano un così grave arretramento. 

In merito Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children ha dichiarato: “Le nuove sfide ci pongono di fronte al bisogno di prospettive differenti, a partire all’introduzione di criteri ambientali e sociali minimi estesi a ogni tipo di opere, beni e servizi, all’aumento dei finanziamenti per il clima e alla creazione di un nuovo meccanismo di finanza climatica. E poi ci sono i ragazzi, che rischiano di essere le principali vittime di guerre non volute da loro o di una crisi climatica che non hanno provocato, ma che hanno voglia di partecipare al processo di cambiamento, è da loro che dobbiamo partire, per esempio attraverso l’istituzione permanente dello Youth4Climate e il monitoraggio dell’effettiva partecipazione giovanile.”

Clima e crisi alimentare, è possibile affrontarle?

Si stima che oggi 1 miliardo di bambine e bambini vivano in Paesi a rischio a causa della crisi climatica. Gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e dannosi, le precipitazioni meno prevedibili e le temperature crescenti hanno delle enormi conseguenze sulle persone e sull’ambiente, alimentando il circolo vizioso di crisi umanitarie, povertà e conflitti legati alla crescente scarsità di risorse. Mettendo a rischio la sicurezza alimentare di bambini e bambine in diverse regioni del mondo. 

Il conflitto ucraino sta avendo gravissime ripercussioni sulla disponibilità di grano, oli vegetali e fertilizzanti. Per molti minori, nei Paesi più vulnerabili, questo vuol dire solo una cosa: fame cronica e denutrizione, che minacciano il loro sviluppo e la loro sopravvivenza. Dai dati risulta che 193 milioni di persone in 53 Paesi sono in condizioni di grave insicurezza alimentare, con un aumento di quasi 40 milioni di persone rispetto ai numeri già record del 2020. Il pianeta sta affrontando la più grave emergenza alimentare del 21° secolo con livelli di fame e malnutrizione mai raggiunti prima, e centinaia di milioni di bambini ne stanno subendo le conseguenze.

Oggi affrontare la crisi climatica, come crisi dei diritti dell’infanzia, richiede uno sforzo da parte di tutta la società e un impegno che sia al contempo locale e globale. Ma è una sfida che è possibile affrontare: lo si può fare assicurando politiche focalizzate sui minori, garantendone la partecipazione attiva, coniugando sviluppo sociale e dimensione ambientale, in un’ottica di sostenibilità, volta a prevenire la creazione di nuove forme di disuguaglianza e povertà. In tale scenario l’educazione riveste un ruolo cruciale per preparare le nuove generazioni ai temi della sostenibilità ambientale e per trasformare gli stereotipi di genere che aumentano la vulnerabilità delle ragazze agli impatti dei cambiamenti climatici. Studi internazionali dimostrano come fenomeni apparentemente sconnessi, quali i matrimoni infantili, siano in realtà interconnessi con la crisi climatica, perché sono spesso la risposta all’impoverimento familiare causato da disastri climatici, con il conseguente abbandono scolastico delle ragazze.

Non è impossibile proteggere i bambini dai conflitti

Dall’Ucraina dove 126 scuole sono state distrutte e 1509 danneggiate, quasi 3 milioni di bambini hanno dovuto lasciare il Paese e oltre 650 sono stati feriti o uccisi, allo Yemen, dove le vittime civili sono aumentate del 60% negli ultimi 3 mesi del 2021 e dove circa la metà dei bambini lotta contro il disagio mentale, per arrivare in Siria, dove dopo 11 anni di conflitto, 6,5 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria. Questi solo alcuni dei teatri di guerra dove quotidianamente l’infanzia viene oltraggiata e violata. A loro volta, però i conflitti, sono alimentati dagli eventi climatici estremi che incrementano anche la probabilità di migrazioni e sfollamenti di popolazione. 

Offrire protezione ai bambini e alle bambine da questa spirale distruttiva, significa agire su livelli diversi e integrati tra loro, innanzitutto per prevenire l’insorgere dei conflitti e, quando questi si verificano, pretendere il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. La sicurezza dei minori nei contesti di conflitto passa attraverso la garanzia dell’accesso umanitario, la protezione delle infrastrutture civili, tra cui scuole e ospedali, e l’impegno a impedire e/o sanzionare ferimenti, uccisioni, abusi, rapimenti e l’arruolamento forzato dei bambini.

Le migrazioni impossibili

Milioni di bambini, bambine e adolescenti lasciano il Paese di origine a causa di conflitti, persecuzioni, crisi climatiche, povertà estrema o, nel peggiore dei casi, costretti in reti di sfruttamento e tratta di esseri umani. In molti casi arrivano in Europa dopo viaggi lunghi e drammatici. A volte perdono la vita durante il viaggio, per la mancanza di canali sicuri di accesso. Nel 2020 il numero dei profughi nel mondo è salito a 82 milioni, il 43% dei quali minorenne. Di questi, 30 milioni, di cui un terzo minori, sono stati costretti a migrare per motivi climatici, un numero tre volte maggiore rispetto alle persone sfollate a causa di conflitti e violenze, impennato in 5 anni, arrivando a 19 milioni e destinato ad aumentare nei prossimi. 

L’Europa ha nei loro confronti un obbligo di protezione e di accoglienza, alla luce della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ma spesso applica alle frontiere misure restrittive e di respingimento che violano questi principi. L’attuale risposta al conflitto in Ucraina dovrebbe ispirare le discussioni sul Patto europeo sulla migrazione e l’asilo verso la solidarietà tra Stati Membri, evitando di creare un sistema di gestione della migrazione a due livelli, con gruppi a cui sono offerti protezione e accesso ai servizi e altri costretti ad affrontare detenzione, stigmatizzazione e rimpatri non sicuri.

Sono necessari un nuovo atto europeo dedicato alla protezione dei minori migranti, una diretta assunzione di responsabilità dell’Unione Europea e degli Stati membri sul Mediterraneo, con un’azione coordinata di soccorso per scongiurare le continue morti in mare e con la definizione e il rafforzamento di vie di accesso legali protette e sicure per l’ingresso in Europa, il superamento del “sistema Dublino” per una condivisione delle responsabilità degli Stati membri.

Per approfondire leggi il comunicato stampa. 


Durante l’intero programma, IMPOSSIBILE 2022 sarà presente anche online dalle ore 8:30 alle 22 con una serie di momenti live per riflettere e confrontarsi sui temi dell’infanzia e dell’adolescenza messe a dura prova dagli effetti della pandemia, dai conflitti in atto, dalla crisi alimentare, dalle disuguaglianze e della povertà materiale ed educativa. In particolare, questa sera dalle ore 18 alle 22, è prevista la diretta sui canali social di Save the Children e Tlon, con Andrea Colamedici e Maura Gancitano, filosofi, scrittori e ideatori di Tlon, per dialogare con 30 esperti di impossibile e per riflettere insieme su un futuro che diventi possibile.

Tutti i dettagli sono disponibili sulla pagina di IMPOSSIBILE 2022. 

I media partner dell’evento IMPOSSIBILE 2022, che ha il patrocinio di Rai per il Sociale, sono l’agenzia ANSA, Rai News 24, Rai Radio 3, Vanity Fair e Internazionale Kids e Tlon.

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