Giornata Internazionale del Bambino Africano: Save the Children, i prossimi 100 giorni sono determinanti per salvare le vite di 12 milioni di bambini in Africa.

Sono 4,5 milioni all’anno i bambini che muoiono prima di aver compiuto 5 anni nella sola Africa sub-sahariana. Secondo alcune stime di Save the Children se la comunità internazionale, e in particolare i Paesi che fanno parte del G8, si impegnasse realmente a raggiungere il 4° Obiettivo di Sviluppo del Millennio, volto a ridurre di 2/3 la mortalità infantile entro il 2015, questo significherebbe salvare le vite di ben 12 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni in Africa entro quella data.

L’Organizzazione, in occasione della Giornata Internazionale del Bambino Africano, che si celebra oggi, invita i governi dei Paesi sviluppati ad inaugurare una “100 giorni” di azione, sensibilizzazione e impegno volta a salvare le vite di milioni di bambini nel continente. Nei prossimi 100 giorni, infatti, i leaders del mondo si incontreranno ben 3 volte: al G8 di giugno, al summit dell’Unione Africana a luglio e al summit delle Nazioni Unite di settembre per analizzare lo stato di avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 4 e 5.

“Presi separatamente, ciascuno di questi appuntamenti può tradursi in un impegno concreto per prevenire i numerosi, tragici episodi di mortalità infantile, mentre nella loro totalità rappresentano un’impareggiabile opportunità per un’azione globale, e l’unica possibilità per allinearsi agli obiettivi internazionali fissati in materia di mortalità infantile”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale per l’Italia di Save the Children.

Le vite di milioni di bambini potrebbero essere salvate se i leader mondiali decidessero di implementare un piano d’azione incisivo ed efficace, che possa effettivamente contribuire al mantenimento degli impegni assunti a livello internazionale. Per questo motivo in occasione della Giornata Internazionale del Bambino Africano, migliaia di bambini con le loro famiglie, uniranno le forze in un mega-evento che coinvolgerà numerosi Stati africani, per aggiungere le loro piccole voci a quelle dei loro Capi di Stato, nel chiedere ai leader Occidentali che si riuniranno in occasione del G8 di mantenere le promesse fatte al popolo africano.

Secondo Save the Children, benché ci sia stato un miglioramento a livello globale in termini di riduzione della mortalità infantile, siamo ancora molto lontani dal perseguimento del 4° Obiettivo di Sviluppo del millennio, volto a ridurla di 2/3 entro il 2015. L’Organizzazione ritiene infatti che, in base agli attuali trend di miglioramento, il 4° Obiettivo di Sviluppo del Millennio potrà essere conseguito solo se si adotteranno 4 impegni chiave durante questi prossimi 100 giorni così importanti:

- I donatori internazionali e i Governi dei Paesi sviluppati dovrebbero almeno raddoppiare l’attuale sostegno alla spesa nei Paesi in via di sviluppo, passando dai 31 miliardi di dollari stanziati nel 2008, ad un importo che va da un minimo di 67 ad un massimo di 76 miliardi entro 2015.

- È necessario ridurre il divario tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, soprattutto attraverso una maggiore accessibilità a poche semplici soluzioni per fronteggiare le principali cause di mortalità infantile. La malaria, ad esempio, potrebbe essere facilmente prevenibile con l’uso di zanzariere, o per abattere le morti causate dal morbillo sarebbe sufficiente la somministrazione di vaccini. Al contempo, è necessario promuovere l’assistenza sanitaria gratuita per i bambini e le donne incinte. 

- I governi africani dovrebbero allocare almeno il 15% della spesa pubblica nel settore sanitario.

- I paesi del G8 dovrebbero raddoppiare gli aiuti bilaterali per la salute materno-infantile, affinché gli sforzi messi in campo dai diversi Paesi per migliorare le condizioni di madri e bambini non siano vanificati per la mancanza di risorse.

“In occasione della Giornata Internazionale del Bambino Africano, non è sufficente ricordare che sono ancora milioni i bambini che muoiono nel Continente ogni anno” continua Valerio Neri. “Occorre stimolare una presa di coscienza collettiva sui rimedi esistenti per mettere fine a queste morti silenziose. Non si tratta di episodi casuali fuori dal nostro controllo, ma del risultato di scelte politiche ed economiche. I rimedi per ridurre le morti di bambini con meno di cinque anni, esistono e possiamo scegliere di adottarli. È necessaria però un’azione decisiva e concreta e i leaders mondiali devono fare il possibile affinché questa finestra di 100 giorni possa davvero fare la differenza, finché siamo ancora in tempo”.

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