Terremoto nel Sud Est asiatico: "I bambini urlavano di paura".
Ospedali e cliniche sono stati travolti da migliaia di feriti e le famiglie hanno cercato rifugio in monasteri, campi da calcio e altri spazi aperti, a causa della paura delle scosse di assestamento. Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, e i suoi partner stanno collaborando per rispondere alle urgenti esigenze di bambini e famiglie in alcune delle aree colpite dal terremoto in Myanmar, fornendo aiuti salvavita, dove immediata è la necessità di acqua, cibo e servizi sanitari per i minori e le loro famiglie.
Strade danneggiate e linee telefoniche interrotte, insieme alla continua minaccia di scosse di assestamento, stanno ostacolando gli sforzi di soccorso delle organizzazioni umanitarie.
Maung Maung Khin*, 48 anni, membro della comunità di Shan e padre di due bambini piccoli, ha detto a Save the Children che circa 200 edifici nella sua cittadina sono stati distrutti. Ha aggiunto che la zona stava già affrontando una grave carenza d'acqua e molti facevano affidamento sull'acqua piovana immagazzinata. Almeno 1.200 case e tre scuole sono state gravemente danneggiate o distrutte nello Stato di Shan[1].
"Bambini e anziani hanno avuto gravi vertigini e svenimenti. Alcuni sono stati ricoverati in ospedale. Il terremoto è stato incredibilmente forte e siamo rimasti tutti sotto shock. I bambini piccoli piangevano e urlavano di paura. Molte persone, soprattutto nelle zone collinari, non hanno osato tornare a casa per paura delle scosse di assestamento. La necessità immediata per la popolazione locale nello Stato di Shan è l'assistenza medica urgente, soprattutto per i bambini e gli anziani che hanno subito un vero trauma. Anche la salute mentale e il supporto psicosociale sono fondamentali in questo periodo critico: si può immaginare quanto siano spaventati i bambini e gli anziani. Cibo e acqua sono tra le necessità più urgenti per i bambini e le famiglie colpite. Inoltre, molte case e strutture nelle zone più colpite della città sono state distrutte e c'è un grande bisogno di rifugi temporanei o luoghi sicuri per le famiglie sfollate" ha detto Maung Maung Khin*.
Almeno 1.600 persone, secondo le ultime notizie, hanno perso la vita nel terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito il Myanmar il 28 marzo, distruggendo edifici e interrompendo strade principali ed elettricità. Dopo il terremoto è stato dichiarato lo stato di emergenza nelle sei regioni più colpite: Sagaing, Mandalay, Magway, Bago, Shan e Naypyidaw. Queste regioni ospitano oltre 28 milioni di persone, circa la metà della popolazione del Myanmar, tra cui circa 6,7 milioni di bambini[2].
Nella vicina Thailandia, molte scuole e altri edifici sono ancora insicuri da usare dopo il terremoto, con un potenziale impatto sull'istruzione di migliaia di minori. Al confine tra Thailandia e Myanmar ci sono 28.000 bambini sfollati. Save the Children in Thailandia sta attualmente lavorando con i partner per valutare i danni e le necessità dei più piccoli, che probabilmente includeranno il supporto psicosociale.
"Il personale di Save the Children in Myanmar e i nostri partner locali lavorano e vivono in molte comunità colpite. Stanno rispondendo ai bisogni urgenti e salvavita dei bambini e delle loro famiglie. Sono state perse tante vite, ci sono migliaia di feriti e case distrutte, e l'accesso ad alcune aree colpite è difficoltoso, ma c'è un bisogno immediato di cibo, acqua pulita, assistenza sanitaria, ripari, kit igienici, denaro e servizi di protezione dell'infanzia. Molte famiglie non hanno portato nulla con sé quando sono fuggite dalle loro case. Sebbene l'intera portata del disastro sia ancora da verificare, i bambini sono tra i più vulnerabili nelle crisi e hanno bisogno di supporto. Gli aiuti salvavita sono la priorità urgente, ma è anche fondamentale fornire ai sopravvissuti un supporto per la salute mentale, in particolare ai più piccoli, che potrebbero essere potenzialmente più a rischio a causa della perdita di genitori e adulti di riferimento e della distruzione di scuole e luoghi familiari, tutti fattori che possono avere effetti a lungo termine sulla salute mentale e sul loro benessere" ha dichiarato Jeremy Stoner, Direttore regionale Asia ad interim di Save the Children.
Save the Children lavora in Myanmar dal 1995, fornendo assistenza sanitaria salvavita, cibo e nutrizione, istruzione e programmi di protezione dell'infanzia e lavora in Thailandia dal 1979, dove supporta i bambini maggiormente colpiti da discriminazione e disuguaglianza attraverso programmi di istruzione, protezione dell'infanzia, assistenza economica e governance dei diritti dell'infanzia.
*I nomi delle persone intervistate sono stati modificati per motivi di protezione
Per sostenere l’attività di Save the Children in emergenza: https://dona-ora.savethechildren.it/dona-anche-tu-emergenza-in-corso
Una photogallery è disponibile a questo link: https://www.contenthubsavethechildren.org/Share/p3134l7temgir003yd4036x2u5e52wnp
Per informazioni:
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[2] Il Myanmar ha una popolazione infantile del 24% (UNICEF 2023) e una popolazione totale di 54 milioni. Le sei regioni colpite in Myanmar - Sagaing, Mandalay, Magway, Bago, Shan e Naypyidaw - ospitano oltre 28.400.000 persone, in base ai risultati del censimento della popolazione del 2024 https://dop.gov.mm/en